mercoledì 20 febbraio 2013

Lettera di risposta all'articolo della Gazzetta dell'Adda del 18.02.2013


In moltissimi in questi giorni ci hanno manifestato solidarietà, ma molti hanno avanzato dubbi e qualcuno non ha perso occasione per dire in giro che lui lo sapeva!
Il risultato dell’articolo apparso sulla Gazzetta dell’Adda in data 18/02/2013 (visibile in fondo a questo post) è stato in grado di demolire l’impegno e le motivazioni che il nostro gruppo profonda da anni al solo scopo di aggregare i giovani e favorire la solidarietà con le economie che le nostre iniziative producono.
La nostra indignazione è così insopportabile che ci siamo determinati nel promuovere azioni giudiziarie a tutela della nostra onorabilità e per avere il rispetto che il nostro lavoro merita.
La malizia di un articolo privo di un vero contenuto se non di gratuito dileggio non merita una richiesta di rettifica. La rettifica si chiede quando un giornale diffonde informazioni scorrette o imprecise. Quando lo scopo è unicamente quello di attirare morbose curiosità e destare inutili sospetti, non è più necessario richiedere correzioni, ma assumere adeguate determinazioni.
La nostra associazione ha nel tempo promosso iniziative benefiche delle quali si darà riscontro nelle sedi giudiziarie e che lo stesso giornale ha pubblicato in precedenza.
Solo per soddisfare la curiostà del giornale e concludere questa nostra dichiarazione sul tema caro all’anonimo detrattore (?) ci compiaciamo di poter dire che nessuno di noi, ahimè, guida delle fuoriserie o per dirla con la stupida banalità del nostro censore, dei “macchinoni”.
A tutti quelli che hanno manifestato solidarietà ribadiamo la nostra intenzione di affermare con forza e intransigenza il nostro diritto al rispetto e a tutti coloro che hanno sogghignato o praticato il sospetto facciamo presente che avranno modo di comprendere che la nostra motivazione non tollera anonime reticenze, ma neppure infantili sospetti.